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  • In pensione con più di 40 anni di anzianità

    Posted on December 1st, 2011 admin No comments

    Serviranno 41 o 43 anni per la pensione di anzianità, le donne andranno in pensione dopo i 65 anni, i contributi degli artigiani e commercianti aumenteranno di 1 o 2 punti.

    Sono questi i punti ancora in discussione che il governo Monti di appresta a varare con un decreto che dovrà essere approvato lunedì 5 dicembre.

    Pensione di anzianità

    Non basteranno più’ i 40 anni di anzianità per andare in pensione ma ne serviranno 41-43 anni e in più sarà richiesto il requisito dell’età. Le baby pensioni non saranno più possibili, anche con 41 e più anni di anzianità se non si avranno 60 anni non si potrà andare in pensione.

    Non sarà quindi più possibile andare in pensione solo con il requisito dell’anzianità come accade oggi e per raggiungere il 100% della pensione dovranno sommarsi diversi requisiti.

    Pensione di vecchiaia

    Accelerazione dell’aumento dell’età richiesta per andare in pensione per le donne nel settore privato. E’ il terzo intervento dell’anno. Le donne andranno in pensione a 65 anni ma la data per fare entrare a regime questa norma è ancora in discussione.

    Aumento percentuale dei contributi per commercianti e artigiani

    E’ allo studio un aumento della percentuale dei contributi per artigiani e commercianti di uno o due punti.

    Attualmente gli artigiani pagano una percentuale del 20% e i commercianti del 20,9% sino a un reddito di 43.042 e del 21%-21,09% sino a un reddito di 71.737 per gli artigiani elevato a 93.622 per i commercianti.

    La tendenza è  avvicinare sempre più i contributi dei lavoratori autonomi a quelli dei dipendenti.

    Blocco dell’inflazione per tutti i pensionati

    Chi è già in pensione non sarà esentato dal contribuire mediante un blocco delle pensioni che non subiranno più adeguamenti per l’inflazione.

    Anche il parlamentari contribuiranno con una riduzione dei vitalizi

    Saranno ritoccati anche i vitalizi dei parlamentari che saranno legati ai contributi come per tutte le altre categorie di lavoratori.

    Fonte: www.fiscoetasse.com

  • Acconto Irpef 2011 ridotto all’82%

    Posted on November 24th, 2011 admin No comments
    Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, firmato il 21.11.2011 ed in corso di pubblicazione, prevede la riduzione di 17 punti percentuali dell’acconto Irpef dovuto entro il 30.11.2011, che sarà pertanto pari all’82%. Lo stesso decreto prevede, inoltre, la riduzione di 3 punti percentuali anche per l’acconto Irpef relativo al 2012. La previsione di uno “sconto” sull’acconto dovuto per i periodi d’imposta 2011 e 2012 è contenuta nella Manovra correttiva 2010, che aveva rinviato ad un successivo decreto del presidente del Consiglio dei ministri l’individuazione dell’entità della riduzione. Chi ha già pagato l’acconto nella misura ordinaria del 99% potrà fruire di un credito d’imposta pari a quanto versato in più, da utilizzare in compensazione con il modello F24.
     
    Fonte: Il Sole 24 Ore
  • Ex-minimi, determinazione «ordinaria» del reddito

    Posted on September 30th, 2011 admin No comments

    I nuovi requisiti di accesso al regime dei contribuenti minimi previsti dal DL 98/2011 comporteranno, a decorrere dal 1° gennaio 2012, la fuoriuscita dal regime agevolato di numerosi contribuenti, oppure ne precluderanno ad altri la fruizione sin dall’inizio.
    Questi soggetti, supponendo che il regime delle nuove iniziative produttive non sia più applicabile a decorrere dalla medesima data, potranno avvalersi solo del regime ordinario, in contabilità ordinaria o semplificata (a parte il nuovo regime dei minimi, infatti, non esisterebbero più altri regimi forfettari).

    L’art. 27 comma 3 del DL 98/2011, peraltro, ha previsto che tali soggetti possano beneficiare comunque di alcune agevolazioni, a condizione che possiedano tutte le caratteristiche, previste dai commi 96 e 99 della L. 244/2007, necessarie per la fruizione del previgente regime dei minimi (ad esempio, ricavi/compensi inferiori a 30.000 euro, beni strumentali nel triennio precedente non superiori a 15.000 euro, non assunzione di lavoratori dipendenti, non utilizzo di regimi speciali IVA).

    Infatti, fermi restando l’obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi, gli stessi sono:
    – esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’IVA;
    – esonerati dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini IVA previsti dal DPR 100/98;
    esenti da IRAP.

    Quali saranno, a decorrere dal periodo d’imposta 2012, i criteri di determinazione del reddito e le modalità di tassazione (IRPEF ordinaria a scaglioni o imposta sostitutiva) per i contribuenti che rientrano nel “regime degli ex minimi”?

    È stato precisato che tali soggetti non potranno più godere dei criteri “semplificati” per la determinazione del reddito, né della tassazione sostitutiva, in quanto non beneficiano più del regime agevolato. Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2012, nei confronti dei contribuenti che possiedono i requisiti previsti per il “regime degli ex minimi”, ferme le semplificazioni sopra indicate, troveranno applicazione, ai fini del calcolo dell’IRPEF, le consuete regole di determinazione del reddito d’impresa e di lavoro autonomo previste dal TUIR, nonché le aliquote d’imposta ordinarie.

    Definito il trattamento per gli “ex minimi”, si continua a rimanere in attesa di chiarimenti sul regime dei “nuovi minimi”, per consentire ai contribuenti di comprendere meglio i nuovi requisiti di accesso al regime.

    Fonte: www.fiscoetasse.com

  • Contanti: il nuovo limite è 2.500 Euro

    Posted on September 5th, 2011 admin No comments

    Dal 13 agosto 2011 è possibile utilizzare il contante solo per importi inferiori a 2.500 €. La manovra di Ferragosto (art. 2 comma 4 del d.l. 138/2011) è intervenuta sulla legge antiriciclaggio (art. 49 del d.lgs. 231/2007) per favorire la tracciabilità dei flussi di pagamento che avvengono senza l’intervento degli intermediari finanziari. Con questo intervento il Governo mira ad uniformare l’Italia agli altri Paesi europei, dove la media delle transazioni in contanti si aggira intorno al 70%, contro il 90% dell’Italia. Lo scopo è scoraggiare l’uso del contante, strumento che oltre ad essere fonte di riciclaggio è anche mezzo per la gestione del “nero”.

    L’altalena dei rialzi e dei ribassi

    La manovra di Ferragosto interviene sulla norma antiriciclaggio, ma non si tratta di una novità assoluta. Ricordiamo, infatti, che dal 2007 in poi c’è stato un susseguirsi continuo di modifiche alla soglia per l’utilizzo del contante.
    Inizialmente il limite per l’uso delle banconote era stato fissato dal d.lgs. 231/2007 a 5.000 € (in vigore dal 29.12.2007), ed era poi aumentato a 12.500 € con il d.l. 112/2008 (in vigore dal 25.06.2008), per poi scendere nuovamente a 5.000 € con il D.l. 78/2010 (in vigore dal 31.05.2010). Senza contare le previsioni contenute nel decreto Visco-Bersani del 2006, secondo cui la soglia doveva essere ridotta addirittura a 100 € a decorrere dal 1° luglio 2009.
    Un’altalena continua, che si aggiusta ora a quota 2.500€.

    Le regole dal 13 agosto 2011, data di entrata in vigore del D.l. 138/2011

    Quel che interessa ora al contribuente è capire quali sono le regole attualmente in vigore per i pagamenti in contanti.
    Le banconote possono essere usate tranquillamente per i pagamenti fino a 2.499 €, a partire da 2.500 €, invece, la transazione deve per forza passare attraverso un intermediario finanziario. La ragione è semplice: quando per un’operazione ci si avvale di un intermediario, questo è obbligato a rilevare l’operazione, identificare le parti interessate e comunicare i dati all’Anagrafe dei rapporti presso l’Agenzia delle Entrate.
    Per chi avesse già pensato di aggirare la norma, dividendo il pagamento in più tranches, ciascuna di importo inferiore a 2.500 €, deve sapere che ciò non è possibile. La norma, infatti, prevede che in caso di pagamenti frazionati, nessuno di questi può essere versato in contanti.
    Il divieto riguarda anche:

    • gli assegni, per i quali dal 13 agosto 2011, se di importo pari o superiore a 2.500 €, è obbligatorio inserire il nome e la ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità;
    • i libretti di deposito al portatore, esistenti alla data del 13.08.2011 e con saldo pari o superiore a 2.500 €, devono essere estinti o ricondotti entro la soglia dei 2.499 €. Il termine entro cui effettuare l’operazione è fissato al 30.09.2011.

    La sanzione, per chi non rispetta le nuove regole sulla tracciabilità, è compresa dall’1% al 40% dell’importo oggetto del trasferimento. Per coloro che, invece, lasciano invariato il saldo dei libretti al portatore, la sanzione compresa è tra il 10% e il 20% del saldo del libretto stesso.

  • Manovra di Ferragosto 2011, il nuovo pacchetto anti-evasione

    Posted on September 5th, 2011 admin No comments
    Con la Manovra di Ferragosto 2011 viene rivoluzionato il regime penale tributario. Infatti, chi sarà condannato per aver evaso imposte per oltre tre milioni di euro andrà in carcere senza poter beneficiare della sospensione condizionale della pena prevista dal codice penale. Viene previsto, inoltre, l’abbassamento delle soglie oltre le quali scattano le pene per i reati fiscali. Per l’omessa dichiarazione la sanzione (da 1 a 3 anni di reclusione) scatta a partire da 30mila euro di imposta evasa. I termini di prescrizione per i reati fiscali vengono elevati di un terzo, mentre il patteggiamento è ammesso solo se prima dell’apertura del procedimento di primo grado il contribuente salda il suo debito.
     
    Fonte: Il Sole 24 Ore
  • Manovra economia 2011: in vigore la legge di conversione.

    Posted on July 19th, 2011 admin No comments

    E’ in vigore dal 17 luglio la legge di conversione della manovra di stabilizzazione dei conti pubblici. 

    Tra le novità di maggior rilievo da questo punto di vista l’introduzione di una clausola di salvaguardia destinata a garantire i saldi del 2014. Se il governo non attuerà una revisione delle agevolazioni fiscali attualmente in vigore per privati e imprese entro il settembre del 2013, da quello stesso anno scatterà il taglio del 5% delle agevolazioni stesse per garantire un risparmio di 4 miliardi. Dal 2014, poi, il taglio sarà del 20% per un risparmio di 20 miliardi l’anno.

    Riepilogo delle principali novità fiscali già in vigore:

    • chiusura agevolata delle liti fiscali pendenti alla data del 1° maggio 2011. La definizione agevolata riguarda le liti fino a 20.000 euro. Pagamenti differenziati dal 10% al 50% a seconda del grado di giudizio e della parte soccombente. Agevolazione ammessa per le liti pendenti alla data del 1° maggio scorso;
    • introduzione del contributo unificato per i ricorsi tributari. Gli importi vanno da un minimo di 30 euro finbo a 1.500 euro per le liti oltre i 50.000 euro di valore;
    • abolizione della fidejussione per i versamenti rateali per accertamento con adesione. Raddoppiate però le sanzioni per chi non paga nei termini anche una sola rata successiva alla prima;
    • accertamenti esecutivi dal 1° ottobre con obbligo di indicazione anche delle sanzioni;
    • obbligo per i gestori delle carte di credito di comunicare le operazioni ai fini dello spesometro;
    • rinvio dei pagamenti fino al 2012 e zona franca a Lampedusa;
    • limiti al riporto delle perdite e all’ammortamento dei beni per le società concessionarie;
    • revoca delle partite Iva inattive;
    • aumento dell’imposto del bollo sul conto titoli con differenziati per deposito: al di sotto dei 50.000 euro non ci sono aumenti;
    • addizionale sul bollo auto per i veicoli con oltre 225 kw di potenza pari a 10 euro ogni kw oltre i 225;
    • nuova stretta sulle stock option.

    Principali novità operative dal prossimo anno:

    • revisione del regime fiscale per i contribuenti minimi con uscita obbligatoria dal regime agevolato per coloro che erano in attività da prima del 2007. Per chi lascia esenzione dall’Irap ma obbligo di studi di settore;
    • stretta sugli studi di settore con sanzioni aumentate per chi omette le comunicazioni obbligatorie;
    • introduzione dell’obbligo di reclamo e mediazione in materia di ricorsi tributari;
    • pubblicazione entro il 31 dicembre degli studi di settore. Aumento delle sanzioni per omessa presentazione.

    Scarica il File – Manovra Correttiva 2011 – Legge n. 111 del 15/07/2011

  • Cedolare Secca: primi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

    Posted on June 5th, 2011 admin No comments

    L’Agenzia delle Entrate con Circolare n° 26/E del 1 giugno 2010 fornisce i primi chiarimenti sul nuovo regime di tassazione dei redditi da locazione immobili. L’opzione comporta l’assoggettamento del canone di locazione ad una imposta operata nella forma della cedolare secca.

    L’imposta dovuta nella forma della cedolare secca è determinata con l’applicazione di una aliquota ordinaria del 21 per cento. L’aliquota è ridotta al 19 per cento per i contratti a canone concordato e per i contratti relativi ad abitazioni site nei comuni con carenze di disponibilità abitative.

    Scarica la Circolare

  • Più tempo per i versamenti e per il 730

    Posted on May 16th, 2011 admin No comments

    Con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato oggi, è stato previsto lo
    slittamento dei termini, dal 16 giugno al 6 luglio 2011, senza alcun pagamento
    aggiuntivo, dei versamenti delle imposte dirette, dell’Irap e dell’acconto della cedolare
    secca.

    Più tempo anche per i contribuenti che presentano il modello 730, che potrà essere
    consegnato al datore di lavoro entro il 16 maggio 2011 e ai Caf o ai professionisti
    abilitati, entro il 20 giugno 2011.

    Scarica il comunicato stampa

  • Decreto sviluppo: il testo del decreto legge

    Posted on May 10th, 2011 admin No comments

    Le principali novità:

    – riconoscimento di un credito d’imposta per incentivare l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori svantaggiati nel Mezzogiorno;

    – istituzione nei territori costieri dei distretti turistico-alberghieri per rilanciare l’offerta turistica nazionale;

    – semplificazioni procedurali per accelerare la realizzazione delle opere pubbliche anche d’interesse strategico nazionale (grandi opere);

    – interventi per il rilancio dell’edilizia privata con varo di un nuovo “piano casa”;

    – riduzione degli oneri burocratici, anche concernenti la normativa sulla privacy;

    – numerosi interventi di semplificazione fiscale in favore di imprese e cittadini;

    – semplificazione e rilancio delle attività imprenditoriali, con particolare riguardo al settore del credito;

    – fondo per il merito nel sistema universitario;

    – piano triennale per l’immissione in ruolo del personale della scuola;

    – istituzione dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua, organismo indipendente a tutela dei cittadini utenti, con compiti di regolazione del mercato nel settore delle acque pubbliche e di gestione del servizio pubblico locale idrico integrato;

    – misure per garantire l’operatività del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.

    Scarica il decreto

  • Decreto Sviluppo: le scadenze di sabato slittano sempre

    Posted on May 10th, 2011 admin No comments
    Con il c.d. “Decreto sviluppo”, approvato il 5 maggio 2011 dal Consiglio dei Ministri, viene stabilito che i versamenti e gli altri adempimenti fiscali i cui termini scadono di sabato o di giorno festivo sono sempre prorogati al primo giorno lavorativo successivo, anche quando previsti esclusivamente in via telematica. I contribuenti che effettuano interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio, invece, non dovranno più inviare al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate la comunicazione preventiva di inizio lavori.
     
    Fonte: Fisco Oggi