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  • Legge di stabilità 2013

    Posted on January 10th, 2013 admin No comments

    Legge 24 dicembre 2012 n. 228

    pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre 2012

     

    Vediamo in breve alcune delle principali novità contenute nella legge di stabilità 2013, approvata in via definitiva dal Parlamento.

      

    Deduzioni e detrazioni

    Per i redditi superiori a 15 mila euro annui dal 2012, viene prevista una franchigia di euro 250 ed un tetto massimo di euro 3 mila, per le spese detraibili.

     

    Sono detraibili le erogazioni liberali in denaro al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato per un importo pari al 19% dell’onere.

    Detrazioni per i figli a carico

    Dal 2013, quindi valevole per la dichiarazione UNICO 2014, le detrazioni per figli a carico aumentano da 800 a 950 euro per ciascun figlio, se il figlio ha meno di tre anni la detrazione passa da 900 a 1220 euro,  se portatore di handicap un ulteriore aumento di 400 euro, se il figlio fa parte di una famiglia numerosa con più di tre figli a carico ulteriore aumento di 200 euro per ogni figlio. Tali detrazioni diminuiscono all’aumentare del reddito familiare.

     La legge di stabilità 2013 ha anche prorogato al 2013 la detrazione per carichi di famiglia in favore dei contribuenti non residenti. Una detrazione questa che spetta a condizione che le persone cui si riferisce abbiano un reddito complessivo non superiore, a 2.840,51 euro (compresi i redditi prodotti all’estero), e che, nel paese di residenza, non si fruisca di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi familiari.

     

    IVA

    Aliquote Iva

    Dal 1 luglio 2013 l’Iva passerà dal 21 al 22%, entra quindi pienamente in vigore l’aumento già ventilato da parecchi mesi e che rappresenterà una delle maggiori fonti di entrata. Tuttavia ancora una speranza viene lasciata, se le entrate fiscali e previdenziali saranno positive l’aumento dell’Iva potrà ancora slittare. Restano invariate le aliquote del 4% e del 10%.

     Intermediari finanziari

     

    I servizi prestati da intermediari finanziari per la gestione individuale dei portafogli fino ad ora esenti diventano imponibili ad aliquota ordinaria. L’Iva si applicherà alle operazioni effettuate a cominciare dal 1° gennaio 2013.

     Fatturazione

    Obbligo di fatturazione per tutte le operazioni carenti del requisito territoriale fino ad ora escluse. Sulle fatture emesse nei confronti di soggetti passivi UE andrà indicata la dicitura “Inversione contabile” su quelle emesse nei confronti di soggetti extra UE “operazione non soggetta”.

    Le operazioni carenti del requisito territoriale concorreranno dal 1 gennaio 2013 al volume d’affari, ma non verranno prese in esame per il calcolo del plafond.

    Dal 1° gennaio inoltre sulla fattura andrà indicata la partita Iva del cliente o il codice fiscale se privato. Fino ad ora questo obbligo non esisteva anche se i recenti obblighi di elenchi relativi allo spesometro avevano ripristinato l’obbligo di richiederlo. Quindi, in sostanza, si tratta di una evidenza in fattura di un elemento che dovrebbe già essere a conoscenza dell’impresa o professionista che emette fattura.

    Per le fatture di importo inferiore a 100 euro viene introdotta una fattura semplificata che potrà contenere in luogo dei dati dei cliente solo la partita Iva o il codice fiscale e l’importo della prestazione o cessione comprensiva di Iva.

      

    IRPEF

    Diminuiscono dal 2013 i primi due scaglioni: dal 23% al 22% per i redditi fino a 15 mila euro e dal 27% al 26% per i redditi fino a 28 mila euro.

    Reddito dominicale e agrario

     

    Dovranno essere rivalutati del 15% i redditi dominicali e agrari dei terreni ai fini delle imposte sui redditi e del 5% per gli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. L’applicazione sarà attiva per i periodi di imposta 2013, 2014 e 2015.

      

    IRAP

    Tra le novità in tema di imprese e lavoro, la legge di stabilità 2013 incrementala deduzione Irap. In particolare si stabilisce che dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013, viene corretto al rialzo l’importo deducibile dall’Irap, per favorire i contratti di lavoro a tempo indeterminato e l’assunzione di donne e giovani. In particolare, lo sconto sull’imponibile passa da 4.600 euro a 7.500 euro per ogni dipendente assunto a tempo indeterminato nel periodo d’imposta di riferimento, e da 10.600 euro a 13.500 euro se l’assunzione riguarda donne o giovani al di sotto dei 35 anni. Più significativo anche il vantaggio previsto invece per i contratti stipulati nelle zone economicamente più deboli, cioè nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In queste aree, la deduzione arriva, in via generale, per ogni dipendente impiegato assunto, a 15.000 euro contro i precedenti 9.200, mentre l’agevolazione per donne e giovani sale da 15.200 a 21.000 euro.

    Non possono beneficiare delle deduzioni le pubbliche amministrazione, le banche, le assicurazioni, gli enti finanziari, le aziende che operano in concessione e a tariffa nei comparti energia, acqua, trasporti, infrastrutture, poste, telecomunicazioni, raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

    Sempre in tema di Irap, la legge di stabilità 2013 introduce l’esenzione Irap dal 2014 istituendo un Fondo destinato a escludere dal pagamento dell’Irap, le persone fisiche che svolgono attività commerciali, arti e professioni, senza avvalersi di lavoratori dipendenti o assimilati e impiegando, anche mediante locazione, beni strumentali di valore non superiore al limite che sarà determinato da un decreto del Ministero dell’Economia e Finanze.

    IMU 2013

    Dal prossimo anno, la legge di stabilità 2013 ha previsto che il gettito IMU passerà tutto ai Comuni, tranne quello per gli immobili ad uso produttivo (capannoni ed opifici) che verrà attribuito allo Stato e la cui aliquota base viene fissata allo 0, 76%.

    Viene introdotta l’Imu sugli immobili della Chiesa dal 1° gennaio 2013.

    Affrancamento Terreni

    Riaperti i termini per la rideterminazione del valore dei terreni posseduti alla data del 01/01/2013  con possibilità di redigere la perizia e il pagamento entro il 30/06/2013.

    Tobin Tax

    Nel corso del 2013 con entrata in vigore differenziata (1 marzo e 1 luglio 2013) entrerà in vigore una nuova imposta sulle transazioni finanziarie comprese tutti i passaggi di azioni, strumenti finanziari, derivati e negoziazioni ad alta frequenza (sono esclusi i titoli di Stato).  L’imposta è pari allo 0,2% del valore della transazioni con delle eccezioni che potranno vederla ridurre o anche aumentare nel corso del 2013.

    Prevista un’ulteriore imposta dello 0,02% per le operazioni prettamente speculative. Solo per il 2013 l’aliquota sarà dello 0,22%.

     

    IVIE e IVAFE (Imposte sui beni immobiliari e mobiliari detenuti all’estero)

    La legge di stabilità conferma le regole IVIE e IVAFE ma ne cambia la decorrenza: non più dal 2011 ma dal 2012. Pertanto il pagamento che è stato effettuato nel luglio 2012 a saldo 2011 verrà considerato acconto di imposta 2012 da verificare nel 2013.

    L’aliquota base IVIE dello 0,76% potrà essere decurtata dal credito d’imposta pari alla patrimoniale versata nello Stato ove si trova l’immobile.

    L’applicazione dell’aliquota ridotta allo 0,4% per le abitazioni principali, inizialmente prevista per i soli dipendenti dello Stato, di un ente locale o di un ’organizzazione internazionale cui aderisce l’Italia, viene estesa alla generalità dei contribuenti. Inoltre, non concorrono alla formazione del reddito complessivo, oltre agli immobili situati all’estero adibiti ad abitazione principale e alle relative pertinenze, anche quelli, sempre situati all’estero, non locati, qualsiasi sia la loro destinazione.

     

    Auto aziendali

    Deduzione dei costi auto ridotta al 20%. Ancora non era entrata a regime la riduzione della deduzione dal 40% al 27% che già viene modificata, naturalmente in peggio. Tutte le auto aziendali vedranno quindi ridotta la deduzione dei costi al 20% su un costo massimo dell’auto di 18.075 euro.

    Resteranno deducibili al 100% i costi delle auto esclusivamente strumentali (con precisi requisiti all’atto dell’immatricolazione) e quelli relativi agli autocarri.

    Gli agenti di commercio continueranno a dedurre l’80% sul costo massimo dell’autovettura di Euro 25.822,84, mentre i contribuenti cosiddetti “Minimi” continueranno a dedurre il 50%.

    L’auto in uso al dipendente per la maggior parte dell’anno, potrà essere considerata deducibile per il 70%; percentuale modificata dalla legge Fornero (prima era il 90%).

     

    Cartelle pazze e debiti fiscali minori

    La legge di stabilità 2013 riscrive alcune norme sulla riscossione. In particolare si stabilisce che se arriva una cartella pazza, è possibile, entro 90 giorni dalla notifica, presentare al concessionario della riscossione una motivata richiesta di annullamento.

    In assenza di comunicazioni nei successivi 220 giorni, le somme saranno cancellate d’ufficio.

    Decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di stabilità, i debiti iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999, di importo non superiore a 2.000 euro (compresi interessi e sanzione), saranno automaticamente cancellati. L’annullamento avrà decorrenza a partire dal 1° luglio 2013.

    La legge di stabilità 2013 prevede anche che per debiti fiscali fino a 1.000 euro, il concessionario, nell’ambito della riscossione coattiva, dovrà inviare un avviso al debitore tramite posta ordinaria e solo dopo che siano decorsi 120 giorni, potrà avviare le azioni cautelari ed esecutive.

      

    TARES

    Dal 1° gennaio 2013 viene introdotta la nuova tassa sui rifiuti e i servizi che sostituisce TIA e TARSU e sarà pagata a partire dal 1° aprile 2013 quando scatterà la prima rata. Sarà costituita da due quote: una per coprire tutti i costi di raccolta e smaltimento rifiuti e l’altra per coprire i costi relativi ai servizi cosiddetti indivisibili dei Comuni.

    Assicurazioni

    Aumentata l’imposta dovuta sulle riserve matematiche dei rami vita, il che prevede aumento dall’attuale 0,35% allo 0,5% per il 2012 (in deroga allo Statuto del contribuente) e aumento dell’attuale 0,35% allo 0,45% dal 2013 in poi.

     

    Garante per la riscossione

    Nascerà un comitato di indirizzo e verifica dell’attività del gruppo Equitalia, l’insediamento accadrà con decreto attuativo del Mef da emanarsi entro il 30 giugno 2013.

    Congedi parentali

    A partire dal 1° gennaio 2013, ciascun genitore lavoratore, nei primi otto anni di vita del figlio, potrà astenersi dal lavoro per un periodo massimo di 10 mesi, complessivo tra padre e madre, fruibile anche a ore; i Ccnl dovranno dettare la specifica regolamentazione. Il padre e la madre, alternativamente, possono beneficiare anche di permessi per la malattia del bambino, che deve essere documentata dal medico curante con certificato trasmesso in via telematica direttamente all’Inps.

    Giustizia amministrativa

    Aumenta il contributo unificato per tutti i tipi di procedimento.

    Introdotta l’obbligatorietà del deposito telematico degli atti processuali e disciplinate le notificazioni telematiche a mezzo PEC.

     

    P.E.C. (posta elettronica certificata) per le imprese individuali

    Il DL n. 179/2012 (cosiddetto “decreto legge sviluppo”) ha introdotto anche per le ditte individuali l’obbligo di dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) nel corso del 2013.

    In particolare, nella legge di conversione del DL n. 179/2012 viene precisato l’obbligo di comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata per le imprese individuali, che presentano domanda di prima iscrizione al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane, dal 20 dicembre 2012 (giorno successivo all’entrata in vigore della Legge in esame).

    Le ditte individuali già iscritte, non soggette a procedure concorsuali, invece, dovranno depositare presso il Registro delle Imprese il proprio indirizzo PEC entro il 30.06.2013.

  • Verifica on line delle partite Iva.

    Posted on October 19th, 2012 admin No comments

    Da oggi è possibile verificare puntualmente la validità di una partita Iva e conoscere i dati identificativi del soggetto titolare mediante la nuova applicazione web ad accesso libero messa a punto dall’Agenzia delle Entrate.

    Il servizio è stato disposto dall’articolo 35-quater del Dpr n. 633/1972 (introdotto dall’articolo 8, comma 9, lettera b), del decreto legge n. 16/2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 44/2012), con la finalità di contrastare le frodi in materia di imposta sul valore aggiunto.

    L’applicazione è disponibile nell’area Servizi online del sito delle Entrate e, una volta inserito il numero di partita Iva che si vuole controllare e premuto il pulsante “Invia”, fornisce le informazioni registrate in Anagrafe tributaria relative allo stato di attività della partita Iva inserita (attiva, sospesa o cessata), alla denominazione del soggetto o al cognome e nome della persona fisica titolare, alla data di inizio attività, alle eventuali date di sospensione e cessazione.

  • Indagini bancarie effettuate dall’Agenzia delle entrate: problematiche e kit di difesa per il contribuente

    Posted on April 10th, 2012 admin No comments

    Il sempre maggior ricorso da parte dell’Amministrazione finanziaria alle indagini finanziarie invita a formulare delle riflessioni non solo  per gli aspetti istruttori caratterizzanti tali procedure che consentono a parte erariale di accedere nella “sfera privata” del contribuente ma anche per le possibili riprese fiscali ad esse conseguenti.

    Il legislatore nel definire i poteri degli uffici finanziari ha inserito una specifica norma – art. 32 del DPR 600/1973 – che consente un accesso ai dati bancari dei contribuenti per verificare, in buona sostanza, se la capacità reddituale manifestata, in sede dichiarativa, è in linea con le disponibilità finanziarie facenti capo agli stessi. Tali indagini che prendono l’avvio con l’invio di un questionario ovvero da un invito al contradditorio sono assai invasive. Consentono, infatti, all’amministrazione finanziaria di individuare, nei conti correnti accesi dal contribuente presso gli istituti di credito, disponibilità finanziarie o capacità di spesa talvolta eccedenti rispetto al profilo dichiarativo manifestato.
    D’altro lato prestano il fianco, specie per i lavoratori autonomi e piccoli imprenditori, alla possibilità, da parte dell’ufficio verificatore di effettuare delle riprese fiscali difficilmente contestabili. Va chiarito che i movimenti finanziari oggetto di verifica vengono suddivisi per periodo di imposta e per ognuno di tali movimenti si deve fornire un’apposita giustificazione analitica – documentale. Bisogna però fare dei precisi distinguo tra il contribuente generico e il lavoratore autonomo/piccolo imprenditore, in quanto mentre per il contribuente generico rilevano solo versamenti non giustificati, potenzialmente indice di “nero”, per i secondi ahimè vengono considerati anche i prelevamenti! Sui movimenti oggetto di verifica è bene ricordare che vige l’”inversione dell’onere della prova”,  cioè è il contribuente che deve dimostrare la derivazione dei movimenti e l’eventuale beneficiario.  E devo dire ne ha tutto l’interesse a farlo poiché qualora il contribuente non esibisca la necessaria documentazione quest’ultima non potrà esser prodotta nell’eventuale fase processuale. Quali kit di difese adottare?
    Fatta questa breve premessa non dimentichiamo che soccorre in aiuto lo Statuto del contribuente, in quanto
    a) si può chiedere ragione del perché è stata avviata la verifica;
    b) l’invito deve contenere la possibilità di farsi assistere da un professionista. E’ necessario inoltre far presente da subito al funzionario incaricato che vi sono dei tempi per la raccolta della documentazione bancaria e inoltre di redigere a ogni incontro un verbale dal quale emerga l’esito della verifica. Qualora nell’indagine venga incluso il conti correnti del coniuge bisogna verificare se ciò è legittimo.
    Quale atteggiamento  assumere? Consiglio sempre di adottare un atteggiamento improntato a  buona fede e lealtà facendo comprendere al funzionario, incaricato della verifica, la propria posizione fiscale e in particolare, se vi sono beni, non acquisiti con il proprio lavoro, e dai quali si ritraggono redditi evidenziare la relativa provenienza (donazione, successione, ecc..) preferibilmente con una relazione accompagnatoria-memoria difensiva. Consentirete così al funzionario di comprendere che parte delle vostre disponibilità finanziarie sono di natura derivata avendo comunque già scontato l’imposta, nel caso dei beni ereditati.
    Non si dimentichi infine che nel decreto “salva Italia” è stato inserito un’ulteriore incisiva arma di contrasto all’evasione fiscale in quanto se vengono esibiti documento falsi ovvero si forniscono risposte non rispondenti al vero  si rischi di integrare una condotta penalmente rilevante, in quanto il legislatore reputa tali comportamenti di ostacolo al corretto esercizio dell’azione accertativa.

    Fonte: www.fiscoetasse.com

  • Imposta di bollo 2012 e altre novità sulle spese bancarie

    Posted on February 15th, 2012 admin No comments

    Imposta di bollo abolita per i conti correnti bancari e postali sotto i 5000 euro. Per i titoli imposta dello 0,1%. Il decreto Salvaitalia frena le spese bancarie.

    Il governo Monti con il Dl201/2011 ha ritoccato la disciplina dell’imposta di bollo sui conti correnti e sui titoli, già modificata in senso progressivo con le manovre estive del 2011 ed è intervenuto per porre un limite alle spese di commissione bancaria per fidi e sconfinamenti sui conti correnti. Fissato un tetto anche alle commissioni sui pagamenti con carte elettroniche.

    Le nuove imposte di bollo sugli estratti conto.

    L’attuale normativa (Dl 201/2011) prevede che l’onere dell’imposta di bollo già fissato a 34,20 euro annuali venga pagato dagli intestatari persone fisiche solo se il conto è attivo e con un saldo medio nell’anno oltre i 5000 euro.
    Per chi non supera il limite o è in rosso, eventualità purtroppo comune in questo periodo, l’imposta di bollo sul conto corrente non è dovuta. Questo è di fatto un risparmio per ben 8 milioni di contribuenti, un terzo dei correntisti italiani.
    Per le imprese invece il bollo aumenta da 73,80 a 100 euro, indipendentemente dal saldo. In concomitanza con l’imposizione del limite all’utilizzo del contante che costringe anche la pubblica amministrazione a pagare le somme oltre i 1000 solo con mezzi tracciabili, è previsto anche un conto corrente base a zero spese , esentato quindi anche dal bollo esatta definizione per le fasce meno abbienti, le la cui esatta definizione si attendono ancora le disposizioni applicative.
    Anche sui titoli si è cercato di introdurre un principio di equità , perché l’imposta è diventata proporzionale e si calcola con una percentuale sul valore totale posseduto dello 0,1% nel 2012 e 0,15% dal 2013, comprendendo però tutti i tipi di prodotti finanziari , compresi quelli detenuti all’estero. Con un limite fisso di 34,20 minimo e, solo per il 2012, un massimo di 1200 euro di imposta.
    Il limite minimo creerà di fatto almeno una penalizzazione dei patrimoni finanziari sotto i 34.200 euro (importo fino al quale nel 2012 ad esempio si paga sempre l’imposta fissa di 34,20€).

    Fonte: www.fiscoetasse.com

  • Indagini sui conti correnti:con il Decreto salva Italia addio al segreto bancario

    Posted on January 18th, 2012 admin No comments

    Con gli art. 11 e 11 bis del Decreto Salvaitalia che prevedono controlli a tutto campo dei conti correnti e di ogni rapporto finanziario con banche , poste ecc. anche in assenza di specifiche indagini tributarie, si sancisce per molti la fine del segreto bancario in Italia.
    La norma infatti ha inasprito quanto previsto dalla Manovra di Ferragosto  e  dal 1 gennaio 2012 gli operatori finanziari (istituti di credito, Poste italiane intermediari finanziari imprese di investimento Società di gestione del risparmio Fiduciarie, società di assicurazione) sono tenuti ad inviare periodicamente all’Anagrafe Tributaria (lo strumento della Amministrazione finanziaria introdotto dal DPR 605/1973 che censisce tutti i contribuenti italiani) non solo dati anagrafici e codice fiscale relativi agli intestatari, ai delegati e al tipo di rapporto intrattenuto come previsto dall’art. 7 del decreto sopracitato, ma anche:
    1) tutti gli importi delle movimentazioni nei conti
    2) tutte le operazioni fuori conto (cambio assegni, richieste di bonifici per contanti, cambio valuta estera) con l’unica esclusione dei pagamenti con bollettini di conto corrente postale inferiori ai 1500 euro.
    I rapporti interessati sono  ad esempio:

    • conti correnti
    • conti deposito titoli
    • conti deposito a risparmio
    • rapporti fiduciari
    • certificati di deposito e buoni fruttiveri
    • portafoglio
    • gestioni dopo incasso
    • cessioni indisponibili
    • cassette di sicurezza
    • contratti derivati
    • carte di credito e debito
    • garanzie , crediti
    • fondi pensione
    • finanziamenti e partecipazioni

    Un recente provvedimento dell Agenzia del 7/12 attuativo del DL 98/2011 ha ricompreso anche assicurazioni di polizze unit linked e index linked e di contratti di capitalizzazione stipulati dopo il 6 luglio 2011, allargando quindi anche alle assicurazioni la platea degli operatori tenuti all’invio dei dati.

    Come funzionerà l’indagine bancaria

    I dati disponibili (una stima parla di 3/4 miliardi di informazioni relative a 40 milioni di conti correnti) saranno utilizzati dall’Agenzia delle Entrate per l’individuazione dei contribuenti a maggiori rischio di evasione da sottoporre eventualmente a controllo fiscale. In pratica si capovolge l’iter seguito finora che prevedeva l’individuazione del contribuente sospetto o del reato tributario e poi l’indagine bancaria selettiva sui suoi conti o su quelli di terzi a lui riconducibili. Oggi proprio tramite l’analisi dei movimenti bancari e finanziari, già disponibili per legge ,si potrà procedere ai controlli o evidenziare una lista di contribuenti da indagare.
    Resta comunque obbligatoria la richiesta di autorizzazione ai dirigenti per  la richiesta di ulteriori informazioni e l’utilizzo specifico dei dati rilevanti in un eventuale accertamento o processo tributario.
    Le modalità specifiche devono essere definite con un provvedimento del direttore dell’Agenzia. Si ipotizza  che la norma avrà efficacia retroattiva e che questi dati trasmessi all’Anagrafe Tributaria verranno archiviati e conservati per 4 anni come la documentazione fiscale.

    Il provvedimento attuativo dovrebbe essere imminente  ma verrà adottato solo dopo aver sentito gli operatori interessati e il Garante del trattamento dei dati personali. Sul tema del resto il garante è già intervenuto esprimendo preoccupazione per la pesante intrusione  sulla privacy dei cittadini ma ammettendo che esso è probabilmente inevitabile vista la situazione italiana per quanto riguarda l’evasione fiscale, assolutamente anomala nel panorama europeo.
    Il legislatore ha peraltro previsto che l’Agenzia delle Entrate sia tenuta a relazionare annualmente sull’emersione di base imponibile ottenuta con l’applicazione delle nuove norme.

    Fonte: www.fiscoetasse.com

  • Operazioni rilevanti ai fini IVA e pagamenti con moneta elettronicail Pos

    Posted on January 5th, 2012 admin No comments
    Con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 29 dicembre 2011 viene resa operativa la norma che ha spostato l’obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA di importo non inferiore ai 3.600 euro (spesometro), dal venditore all’operatore finanziario che emette la carta di credito, di debito o prepagata, nei casi in cui la vendita o la prestazione del servizio sia effettuata nei confronti di un consumatore finale che provvede poi a pagare utilizzando con carta di credito, di debito o prepagata.

    I dati relativi alle operazioni di cui sopra rilevate dal 6 luglio al 31 dicembre 2011 sono trasmessi entro il 30 aprile 2012. A partire dall’anno solare 2012 sono effettuate entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.

    Gli operatori finanziari dovranno comunicare il numero di codice fiscale dei soggetti associati ovvero con i quali hanno stipulato un contratto di installazione ed utilizzo dei dispositivi POS (Point of sale), comprese le eventuali cessazioni, con la specifica evidenza del codice identificativo di ciascun terminale.

  • Regime dei minimi e lavoratori in mobilità: modalità di applicazione del regime agevolato

    Posted on December 28th, 2011 admin No comments

    Con due Provvedimenti del 22 dicembre 2011 l’Agenzia delle Entrate ha fornito i chiarimenti sulle modalità di applicazione del regime fiscale agevolato dei contribuenti minimi e lavoratori in mobilità, e del regime residuale degli ex contribuenti minimi. Tra le precisazioni fornite: esonero dall’applicazione della ritenuta d’acconto sulle fatture emesse e dalla comunicazione delle operazioni rilevanti Iva (spesometro)

    Con il Provvedimento N. 185825/2011 vengono definiti con chiarezza i requisiti per poter entrare nel regime agevolato dei contribuenti minimi dal 2012, in particolare sono dettate le disposizioni concernenti i requisiti di accesso e fuoriuscita dal regime contabile agevolato, le semplificazioni e gli obblighi connessi a tale regime, nonché sono stabiliti i criteri di determinazione del reddito.

    Viene confermato che il regime dei nuovi minimi dal 1° gennaio 2012 è riservato a coloro che hanno intrapreso l’attività successivamente alla data del 31 dicembre 2007, e che presentino contemporaneamente sia i requisiti previsti dall’art. 1, commi da 96 a 99, della L. n. 244/2007 (vecchi minimi), sia quelli previsti in aggiunta dall’art. 27, comma 2, del DL 98/2011.

    Con il Provvedimento N. 185820 /2011 vengono fornite importanti precisazioni:

    • i ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime, non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto di imposta, a tal fine i contribuenti rilasciano un’apposita dichiarazione, dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva;
    • i contribuenti che applicano il regime fiscale di vantaggio, agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto, oltre agli adempimenti previsti dall’articolo 7 del D.M. 2 gennaio 2008, sono obbligati a manifestare preventivamente la volontà di effettuare acquisti intracomunitari, all’atto della presentazione della dichiarazione di inizio attività o successivamente, per essere inclusi nell’archivio VIES;
    • sono esonerati dall’obbligo di effettuare la comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (spesometro);
    • sono esonerati dall’obbligo di comunicare all’Agenzia delle entrate, ai sensi dell’articolo 1 del decreto legge 25 marzo 2010, n. 40, i dati relativi alle operazioni effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata (operazioni con soggetti black list).

    In Allegato:

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      Provvedimento N. 185825/2011 – Modalità di applicazione del regime contabile agevolato di cui all’articolo 27, comma 3, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.

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      Provvedimento N. 185820/2011 – Modalità di applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
    Fonte: www.fiscoetasse.com
  • Nuovi minimi più duraturi per gli under 35

    Posted on December 27th, 2011 admin No comments

    L’emanazione del Provvedimento direttoriale del 22 dicembre 2011 (prot. 185820/2011) ha definito con esattezza il perimetro dei soggetti che potranno “entrare” nel regime dei minimi dal 2012, dopo le modifiche apportate dall’art. 27 del DL 98/2011, nonché il periodo di permanenza massima nel regime stesso. Focalizzando l’attenzione, in questo intervento, sui soggetti già in attività al 31 dicembre 2011, il Provvedimento direttoriale citato conferma che l’ingresso nel regime dei “nuovi” minimi è riservato a coloro che hanno intrapreso l’attività successivamente alla data del 31 dicembre 2007, e che presentino nel contempo sia i requisiti previsti dall’art. 1, commi da 96 a 99, della L. n. 244/2007 (“vecchi” minimi), sia quelli “aggiunti” dall’art. 27, comma 2, del DL 98/2011. Ciò sta a significare che il regime dei minimi, dal 2012, non è riservato solamente a coloro che erano già “vecchi” minimi fino al 2011, bensì a tutti coloro che, avendo iniziato l’attività successivamente al 31 dicembre 2007, presentino tutti i requisiti previsti alla data del 31 dicembre 2011.

    Il Provvedimento direttoriale (§ 2.2) contiene un’importante precisazione, allorché, riferendosi al requisito di cui alla lett. b) del comma 2 dell’art. 27, secondo cui l’attività da esercitare non deve costituire mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente, dispone che tale preclusione “non opera laddove il contribuente dia prova di aver perso il lavoro o di essere in mobilità per cause indipendenti dalla propria volontà”. Tale precisazione, oltre ad essere condivisibile, risolve diverse situazioni riferite a lavoratori dipendenti che, a causa della crisi, hanno perso il posto di lavoro, ma che hanno continuato a svolgere la stessa attività aprendosi (forzatamente) una partita IVA.

    Altra importante precisazione attiene a coloro che hanno intrapreso una nuova attività in data successiva al 31 dicembre 2007, avvalendosi del regime delle nuove iniziative produttive, di cui all’art. 13 della L. n. 388/2000, i quali “possono accedere al regime fiscale di vantaggio per i periodi di imposta residui al completamento del quinquennio ovvero non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età” (si pensi, ad esempio, ad un soggetto che ha iniziato l’attività nel 2009 all’età di 38 anni, fruendo del regime delle nuove iniziative produttive per il triennio 2009-2011, che può accedere al regime dei nuovi minimi per gli anni 2012 e 2013).

    Relativamente alla durata del regime, il Provvedimento direttoriale fuga alcuni dubbi emersi nei mesi precedenti, precisando che:
    – quale regola generale, il regime in questione di applica per il periodo d’imposta di iniziodell’attività e per i quattro successivi;
    – in deroga, per i soggetti che non hanno ancora compiuto 35 anni, il regime può essere applicato anche oltre il quinquennio e, comunque, fino al periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età, senza esercitare alcuna opzione.

    Dopo la fuoriuscita, il rientro non è possibile.

    Di particolare rilevanza è la precisazione contenuta nel Provvedimento in commento (§ 3.3), secondo cui “coloro che, per scelta o al verificarsi di un motivo di esclusione, cessano di applicare il regime fiscale di vantaggio non possono più avvalersene, anche nell’ipotesi in cui, nel corso del quinquennio ovvero non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età, tornino in possesso dei requisiti”. In buona sostanza, una volta entrati nel regime dei minimi, il contribuente può restarci al massimo cinque anni consecutivi (o anche più se under 35) e l’eventuale uscita per qualsivoglia motivo ne impedisce il rientro, anche se nell’ambito del quinquennio si mantengano o si torni in possesso di tutti i requisiti. È probabile che l’Agenzia voglia impedire lo “spezzatino” da parte del contribuente che, per motivi di convenienza, intenda avvalersi del regime in questione valutando di volta in volta il comportamento da tenere, entrando e uscendo dal regime di anno in anno.

    Infine, relativamente a coloro che “escono”, in quanto non presentano i requisiti per poter accedere al nuovo regime dal 2012, si conferma il naturale passaggio al regime supersemplificato di cui al comma 3 dell’art. 27, non solo per coloro che hanno iniziato l’attività prima del 2008, ma anche per i soggetti che hanno iniziato successivamente al 31 dicembre 2007 e che non presentano i requisiti “aggiunti” di cui al comma 2 dell’art. 27 (fermi restando quelli dei “vecchi” minimi).

    Fonte: www.fiscoetasse.com

  • Regime minimi: per i nuovi minimi fatture senza ritenuta d’acconto

    Posted on December 27th, 2011 admin No comments

    A partire dal 1° gennaio 2012 i “nuovi minimi” applicheranno un’imposta sostitutiva del 5%, molto più bassa rispetto a quella delle ritenute d’acconto dei professionisti (del 20%), comportando la chiusura delle relative dichiarazioni sempre con un credito d’imposta. Con il Provvedimento n. 185820/2011 del 22.12.2011, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate stabilisce che dal 2012 i ricavi e i compensi dei contribuenti minimi non saranno più assoggettati a ritenuta d’acconto da parte dei sostituti d’imposta. A tal fine, i percettori devono rilasciare una dichiarazione dalla quale risulti che il reddito in questione è soggetto a imposta sostitutiva.
    Con il Provvedimento n. 185825/2011 del 22.12.2011 viene stabilito, invece, che i “vecchi minimi” che non possono accedere al nuovo regime agevolato, potranno optare dal 2012 non solo per il regime contabile ordinario, ma anche per la contabilità semplificata.

    Fonte: Il Sole 24 Ore

  • Manovra Monti: le principali novità fiscali del maxiemendamento

    Posted on December 14th, 2011 admin No comments

    Il 13 dicembre 2011 è stato presentato alla Commissione Bilancio e Finanze della Camera il maxiemendamento alla Manovra Monti, detta anche “Decreto salva – Italia”. Il testo del maxiemendamento contiene diverse modifiche al testo originario del D.L. n. 201 del 06.12.2011. Tra le principali, quella sull’IMU, che riguarda la possibilità di una ulteriore detrazione per l’abitazione principale in base al numero dei figli a carico. Esaminiamole qui di seguito in sintesi.

    Le modifiche contenute nel maxiemendamento:

    • IMU: per le famiglie con figli a carico, oltre alla detrazione di € 200 per l’abitazione principale attualmente prevista dal testo del D.L. n. 201/2011, potrebbe essere prevista anche una ulteriore detrazione pari a € 50 per ogni figlio a carico con meno di 26 anni dimorante e residente nell’abitazione principale stessa, fino ad un massimo di € 400 (quindi, l’ulteriore detrazione competerebbe fino ad un massimo di 8 figli); la detrazione massima totale per l’abitazione principale potrebbe, pertanto, passare dai € 200 attualmente previsti ai € 600 (€ 200 come detrazione base + € 400 per i figli a carico);
    • NUOVO ISEE: il nuovo ISEE dovrebbe tenere maggior conto del reddito dei componenti del nucleo familiare e degli effettivi carichi familiari, in particolare dei figli successivi al secondo;
    • LIMITE DI € 1.000 ALL’USO DEL CONTANTE: per le infrazioni commesse dal 06.12.2011 al 31.01.2012, non si dovrebbero applicare sanzioni;
    • BOLLO SUI CONTI CORRENTI E LIBRETTI DI RISPARMIO: attualmente, sugli estratti conto annuali dei conti correnti bancari e postali e dei libretti di risparmio è applicata un’imposta di bollo di € 34,20 per le persone fisiche e di € 73,80 per le imprese e le persone giuridiche; ora, il maxiemendamento potrebbe eliminare l’imposta di bollo di € 34,20 sui conti correnti e sui libretti di risparmio delle persone fisiche con depositi fino a € 5.000, in modo da favorire i cittadini che aprono un conto corrente per effettuare pagamenti con mezzi diversi dal contante; come contropartita, il maxiemendamento potrebbe aumentare a € 100 l’imposta di bollo per le imprese e le persone giuridiche;
    • CAPITALI SCUDATI: il prelievo “una tantum” sui capitali scudati potrebbe passare dall’1,5%, attualmente previsto dal Decreto salva – Italia, al 2%; in aggiunta, a coloro che intendono mantenere l’anonimato, potrebbe essere applicata un’imposta di bollo speciale annuale pari al:
      • 4‰ per il 2011;
      • 10‰ per il 2012 e 2013;
    • IMMOBILI DETENUTI ALL’ESTERO: nel caso di immobili “a qualsiasi uso destinati” detenuti all’estero da persone fisiche residenti in Italia, si potrebbe applicare un’imposta pari allo 0,76% del valore dell’immobile, calcolato in base al costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, dal valore di mercato. L’imposta sarebbe proporzionale alle quote ed ai mesi dell’anno in cui si è protratto il possesso;
    • ATTIVITA’ FINANZIARIE DETENUTE ALL’ESTERO: nell’ipotesi di attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche residenti in Italia, si potrebbe applicare un’imposta pari a 0,1% per il 2011 e a 0,15% per il 2012 e 2013; da essa si potrebbe dedurre come credito d’imposta l’eventuale imposta patrimoniale versata allo Stato estero;
    • IMPOSTA PATRIMONIALE: scongiurata l’ipotesi di un’imposta patrimoniale in senso stretto, in quanto, secondo il Primo Ministro Monti, lo studio di questa richiederebbe troppo tempo e non impedirebbe la fuga di ricchezze all’estero;
    • TASSA SUL LUSSO:
      • per le auto di lusso, l’addizionale sul bollo si potrebbe ridurre al:
        • 60% dopo 5 anni dall’immatricolazione;
        • 30% dopo 10 anni;
        • 15% dopo 15 anni;
          fino a scomparire del tutto dopo 20 anni dall’immatricolazione;
      • per le barche, la tassa di stanziamento si potrebbe ridurre del:
        • 15% dopo 5 anni;
        • 30% dopo 10 anni;
        • 45% dopo 15 anni;
    • CONTRIBUTI ARTIGIANI E COMMERCIANTI: il maxiemendamento prevede un ulteriore aumento dell’aliquota contributiva in modo progressivo fino a giungere nel 2018 al 24% (anziché 22%);
    • LIBERALIZZAZIONI: sfuma l’ipotesi di un rinvio delle liberalizzazioni al 2013, che quindi sembrano confermate per il 2012, compresa la vendita nei supermercati e nelle parafarmacie dei farmaci di fascia C senza obbligo di ricetta; sarebbe, tuttavia, esclusa dalle liberalizzazioni, almeno per ora, la categoria dei tassisti, in quanto si fa riferimento al “trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea”, come appunto i taxi; si amplierebbe, tuttavia, l’art. 37 del decreto, in base al quale il Governo è delegato ad adottare entro 6 mesi una compiuta liberalizzazione dei trasporti; nella nuova versione della norma, il riferimento al settore dei trasporti sarebbe generico, e non più limitato ai comparti ferroviario, aereo e marittimo;
    • RIFORMA DEGLI ORDINI PROFESSIONALI: in base alla Manovra di Ferragosto, gli ordini professionali dovrebbero adeguarsi, entro il 13.08.2012, agli obblighi previsti dalla medesima (quali, abolizione delle tariffe minime, periodo massimo di tirocinio a 18 mesi, equo compenso per i tirocinanti, norme deontologiche più chiare); ora, potrebbe essere previsto che, in caso di ritardo, non decadrà del tutto l’impianto delle norme professionali, ma solo quelle palesemente in contrasto con i nuovi principi;
    • ISCRIZIONE AL CATASTO FABBRICATI DEI FABBRICATI RURALI: entro il 30.11.2012;
    • RENDITE CATASTALI PER BANCHE E ASSICURAZIONI: il coefficiente di rivalutazione delle rendite catastali potrebbe passare ad 80, in luogo dell’attuale 60;
    • RISCOSSIONE EQUITALIA: in caso di difficoltà, potrebbe essere concessa, per una sola volta, una ulteriore dilazione del pagamento e comunque fino ad un massimo di 72 rate mensili, anche variabili, a condizione che non sia intervenuta decadenza.

    Fonte: www.fiscoetasse.com