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  • Ex-minimi, determinazione «ordinaria» del reddito

    Posted on September 30th, 2011 admin No comments

    I nuovi requisiti di accesso al regime dei contribuenti minimi previsti dal DL 98/2011 comporteranno, a decorrere dal 1° gennaio 2012, la fuoriuscita dal regime agevolato di numerosi contribuenti, oppure ne precluderanno ad altri la fruizione sin dall’inizio.
    Questi soggetti, supponendo che il regime delle nuove iniziative produttive non sia più applicabile a decorrere dalla medesima data, potranno avvalersi solo del regime ordinario, in contabilità ordinaria o semplificata (a parte il nuovo regime dei minimi, infatti, non esisterebbero più altri regimi forfettari).

    L’art. 27 comma 3 del DL 98/2011, peraltro, ha previsto che tali soggetti possano beneficiare comunque di alcune agevolazioni, a condizione che possiedano tutte le caratteristiche, previste dai commi 96 e 99 della L. 244/2007, necessarie per la fruizione del previgente regime dei minimi (ad esempio, ricavi/compensi inferiori a 30.000 euro, beni strumentali nel triennio precedente non superiori a 15.000 euro, non assunzione di lavoratori dipendenti, non utilizzo di regimi speciali IVA).

    Infatti, fermi restando l’obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi, gli stessi sono:
    – esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’IVA;
    – esonerati dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini IVA previsti dal DPR 100/98;
    esenti da IRAP.

    Quali saranno, a decorrere dal periodo d’imposta 2012, i criteri di determinazione del reddito e le modalità di tassazione (IRPEF ordinaria a scaglioni o imposta sostitutiva) per i contribuenti che rientrano nel “regime degli ex minimi”?

    È stato precisato che tali soggetti non potranno più godere dei criteri “semplificati” per la determinazione del reddito, né della tassazione sostitutiva, in quanto non beneficiano più del regime agevolato. Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2012, nei confronti dei contribuenti che possiedono i requisiti previsti per il “regime degli ex minimi”, ferme le semplificazioni sopra indicate, troveranno applicazione, ai fini del calcolo dell’IRPEF, le consuete regole di determinazione del reddito d’impresa e di lavoro autonomo previste dal TUIR, nonché le aliquote d’imposta ordinarie.

    Definito il trattamento per gli “ex minimi”, si continua a rimanere in attesa di chiarimenti sul regime dei “nuovi minimi”, per consentire ai contribuenti di comprendere meglio i nuovi requisiti di accesso al regime.

    Fonte: www.fiscoetasse.com

  • Iva al 21% a partire da domani 17 settembre 2011

    Posted on September 16th, 2011 admin No comments
    Con il Comunicato stampa n. 138 del 15 settembre 2011, il Ministero dell’Economia e delle Finanze informa che il D.L. n. 138/2011 (c.d. “Manovra di Ferragosto 2011”), con le modifiche apportate dalla legge di conversione n. 148 del 14 settembre, sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale oggi 16 settembre 2011. Pertanto, a partire da sabato 17 settembre 2011, scatta l’aumento dell’Iva al 21% previsto dalla manovra, tenendo conto del momento di effettuazione dell’operazione. Restano invece invariate le aliquote ridotte del 4% e del 10% (cessioni di beni e prestazioni di servizi di cui alla Tabella A, parti II e III, allegata al DPR n. 633/1972), che trovano applicazione soprattutto nell’edilizia, nei prodotti agricoli, ittici, e altri prodotti di base come il riso, la pasta, il pane ecc.
    Fonte: Il Sole 24 Ore

    Scarica il Comunicato Stampa del Ministero dell’Economia

    Scarica il Comunicato Stampa dell’Agenzia delle Entrate

  • Contanti: il nuovo limite è 2.500 Euro

    Posted on September 5th, 2011 admin No comments

    Dal 13 agosto 2011 è possibile utilizzare il contante solo per importi inferiori a 2.500 €. La manovra di Ferragosto (art. 2 comma 4 del d.l. 138/2011) è intervenuta sulla legge antiriciclaggio (art. 49 del d.lgs. 231/2007) per favorire la tracciabilità dei flussi di pagamento che avvengono senza l’intervento degli intermediari finanziari. Con questo intervento il Governo mira ad uniformare l’Italia agli altri Paesi europei, dove la media delle transazioni in contanti si aggira intorno al 70%, contro il 90% dell’Italia. Lo scopo è scoraggiare l’uso del contante, strumento che oltre ad essere fonte di riciclaggio è anche mezzo per la gestione del “nero”.

    L’altalena dei rialzi e dei ribassi

    La manovra di Ferragosto interviene sulla norma antiriciclaggio, ma non si tratta di una novità assoluta. Ricordiamo, infatti, che dal 2007 in poi c’è stato un susseguirsi continuo di modifiche alla soglia per l’utilizzo del contante.
    Inizialmente il limite per l’uso delle banconote era stato fissato dal d.lgs. 231/2007 a 5.000 € (in vigore dal 29.12.2007), ed era poi aumentato a 12.500 € con il d.l. 112/2008 (in vigore dal 25.06.2008), per poi scendere nuovamente a 5.000 € con il D.l. 78/2010 (in vigore dal 31.05.2010). Senza contare le previsioni contenute nel decreto Visco-Bersani del 2006, secondo cui la soglia doveva essere ridotta addirittura a 100 € a decorrere dal 1° luglio 2009.
    Un’altalena continua, che si aggiusta ora a quota 2.500€.

    Le regole dal 13 agosto 2011, data di entrata in vigore del D.l. 138/2011

    Quel che interessa ora al contribuente è capire quali sono le regole attualmente in vigore per i pagamenti in contanti.
    Le banconote possono essere usate tranquillamente per i pagamenti fino a 2.499 €, a partire da 2.500 €, invece, la transazione deve per forza passare attraverso un intermediario finanziario. La ragione è semplice: quando per un’operazione ci si avvale di un intermediario, questo è obbligato a rilevare l’operazione, identificare le parti interessate e comunicare i dati all’Anagrafe dei rapporti presso l’Agenzia delle Entrate.
    Per chi avesse già pensato di aggirare la norma, dividendo il pagamento in più tranches, ciascuna di importo inferiore a 2.500 €, deve sapere che ciò non è possibile. La norma, infatti, prevede che in caso di pagamenti frazionati, nessuno di questi può essere versato in contanti.
    Il divieto riguarda anche:

    • gli assegni, per i quali dal 13 agosto 2011, se di importo pari o superiore a 2.500 €, è obbligatorio inserire il nome e la ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità;
    • i libretti di deposito al portatore, esistenti alla data del 13.08.2011 e con saldo pari o superiore a 2.500 €, devono essere estinti o ricondotti entro la soglia dei 2.499 €. Il termine entro cui effettuare l’operazione è fissato al 30.09.2011.

    La sanzione, per chi non rispetta le nuove regole sulla tracciabilità, è compresa dall’1% al 40% dell’importo oggetto del trasferimento. Per coloro che, invece, lasciano invariato il saldo dei libretti al portatore, la sanzione compresa è tra il 10% e il 20% del saldo del libretto stesso.

  • Manovra di Ferragosto 2011, il nuovo pacchetto anti-evasione

    Posted on September 5th, 2011 admin No comments
    Con la Manovra di Ferragosto 2011 viene rivoluzionato il regime penale tributario. Infatti, chi sarà condannato per aver evaso imposte per oltre tre milioni di euro andrà in carcere senza poter beneficiare della sospensione condizionale della pena prevista dal codice penale. Viene previsto, inoltre, l’abbassamento delle soglie oltre le quali scattano le pene per i reati fiscali. Per l’omessa dichiarazione la sanzione (da 1 a 3 anni di reclusione) scatta a partire da 30mila euro di imposta evasa. I termini di prescrizione per i reati fiscali vengono elevati di un terzo, mentre il patteggiamento è ammesso solo se prima dell’apertura del procedimento di primo grado il contribuente salda il suo debito.
     
    Fonte: Il Sole 24 Ore